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Diario


16 febbraio 2008

ordine del giorno sulla 194

comiche veneziane sulla laicità

all'ultima riunione del coordinamento provinciale del pd è stato presentato un documento contro la proposta di moratoria di ferrara, manco hanno avuto il coraggio di dire di no, hanno votato un rinvio all'esecutivo per una valutazione.....





“Il Coordinamento provinciale del Partito democratico della provincia di Venezia, riunito a Mestre il 12.01.2008, premesso che:
-dopo trent’anni di applicazione, la legge 194/1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza e la legge 405/1975 di istituzione dei consultori familiari hanno dimostrato grande efficacia nella prevenzione e riduzione del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza;
- è necessario esprimersi con forza in difesa dei due provvedimenti legislativi, sia con riferimento alla prevenzione delle gravidanze indesiderate attuata dalle strutture sanitarie pubbliche che in relazione all’attività di accoglienza e accompagnamento della donna nella difficile decisione di continuare o meno la gravidanza effettuata nei consultori;
-premesso inoltre che:
- è necessario che le democratiche e i democratici si esprimano con forza contro l’inaccettabile proposta di moratoria dell’aborto di Giuliano Ferrara, inaccettabile perché, evocando la recente moratoria sulla pena di morte, postula l’esistenza di un’analogia fra chi esegue una condanna a morte e la donna che interrompe una gravidanza;
esprime:
- la propria solidarietà alle ministre Livia Turco e Rosy Bindi per la fermezza dimostrata nell’affrontare le rinnovate polemiche sui principi e sull’applicazione della legge 194/1978;
- il proprio totale diniego a qualsiasi ipotesi di dialogo o confronto sulla l. 194/1978 con chiunque offenda, anche in maniera indiretta, mediante l’accostamento dell’IVG a concetti del tutto estranei quali omicidio, infanticidio, cultura della morte, assassinio, eugenetica:

* le donne che ricorrono, o hanno dovuto ricorrere, alla interruzione volontaria di gravidanza
* medici e operatori sanitari non obiettori

respinge:
- il tentativo di depotenziare l’applicazione della legge 194/1978 mediante il PDL regionale n. 3/2005 che prevede l’ingresso nelle strutture sanitarie pubbliche di volontari, che, privi di titolo professionale o ruolo specifico, abbiano il compito di diffondere informazioni di qualsiasi tipo sull’interruzione volontaria di gravidanza.”



26 gennaio 2008

mozione sui fatti di Napoli

Mozione relativa ai fatti napoli

 

1.       La questione dei rifiuti di Napoli non danneggia solo i cittadini di quella Provincia, ma mette in ridicolo l’intero paese, come si può constatare interrogando i siti internet dei principali giornali europei, causando danni incalcolabili alla credibilità dello Stato, della democrazia e del centro sinistra.

2.       Il problema del smaltimento dei rifiuti richiede una programmazione e piani di investimento, sia che si decida di utilizzare discariche, termovalorizzatori, impianti di compostaggio, contemporaneamente spingendo sulla riduzione dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata degli stessi. La legge prevede che sia la Regione a svolgere tale compito di programmazione. Da oltre quindici anni Antonio Bassolino è la persona di riferimento nel territorio, prima come sindaco di Napoli, poi come Presidente della Regione Campania. È stato anche commissario straordinario per l’emergenza rifiuti per quattro anni. La situazione attuale non appare difendibile  ed è vergognoso lo scaricabarile tra  Bassolino, il sindaco jervolino, ed il ministro dell’Ambiente. Ci chiediamo cosa avremmo fatto e detto se amministratori di centro-destra fosseero responsabili di una situazione anche minimamente paragonabile a questa.

3.       Se Vogliamo che il partito democratico si caratterizzi come un partito che faccia del buon governo e della capacità gestionale il suo punto di riferimento, non vediamo altre strade che quelle di sollecitare, le dimissioni di Antonio Bassolino, di Rosa Russo Jervolino e del Ministro dell’Ambiente per manifesta incapacità di agire. Il sindaco di Roma, nonché segretario del partito democratico Valter Veltroni, ha rimosso qualche  settimana fa il capo dei vigili urbani di Roma per l’utilizzo improprio di un pass per disabili: continui seriamente su questa strada.

Ti preghiamo di farti carico, come responsabile provinciale del partito democratico di portare questa nostra istanza nella sede regionale e nazionale del partito.

In questi giorni di costituzione del partito democratico, capiamo quanto siano importanti le questioni relative alle composizione della direzione,  quante donne e quanti uomini, quanti di una lista e quanti di un'altra, come rappresentare l’intero territorio, i giovani, i vecchi, i precari, gli extracomunitari. Ma confidiamo che il partito democratico, almeno qui nel territorio veneziano, abbia la forza di organizzare un dibattito pubblico su trasparenza, meritocrazia, interesse generale cogliendo come occasione , ma non solo, questo fatto vergognoso.

Vogliamo cambiare in fretta e per davvero.

 

Venezia, 11 gennaio 2008


21 ottobre 2007

il racconto di una pendolare:" un ora di bus per andare a Venezia"

MARTEDÌ, 25 SETTEMBRE 2007 Pagina 32 -La Nuova Venezia


IL RACCONTO DI UNA PENDOLARE «Un’ora di bus per andare a Venezia» Tra cantieri aperti e strade bloccate la Miranese è perennemente in tilt

SPINEA. Questa è la storia di chi vorrebbe arrivare al lavoro in bus puntuale, cerca di partire ad un’ora decente da casa, aspetta la corriera per quaranta minuti e poi si ritrova in mezzo al traffico senza vie d’uscita. Risultato: deve saltare la pausa pranzo perché in ufficio arriva con mezz’ora di ritardo e deve sbrigare gli arretrati. Se non è un’odissea poco ci manca.

E’ quella che in questi giorni stanno vivendo Laura Favero, una giovane dipendente regionale, e altre centinaia di persone che ogni mattina salgono sull’autobus a Spinea con direzione Venezia. Tra cantieri aperti, strade chiuse e deviazioni arrivare a destinazione è una vera e propria corsa ad ostacoli. Infatti negli ultimi giorni si sono sommati una serie di problemi che hanno mandato in tilt il traffico. E’ la stessa Laura Favero a raccontare la sua odissea, uguale a quella di molti altri pendolari. Spiega una sua giornata nera.

«Arrivo in fermata poco dopo le 8 - dice - per prendere il bus delle 8.12 che arriva con mezz’ora di ritardo». E racconta: «Chiediamo spiegazioni all’autista che ci risponde di essere partito regolarmente alle 8 dal capolinea di Mirano ma tra il traffico, il maltempo e i cambi di tragitto in centro è arrivato in grave ritardo. Facciamo presente che in questa fascia oraria dovrebbero passare autobus ogni dieci minuti e invece per tre quarti d’ora siamo rimasti in piedi alla fermata ad aspettare. Saliamo in corriera, ovviamente piena, è non c’è passeggero che non si lamenti per il viaggio. A Spinea rimaniamo bloccati, da Santa Bertilla fino al cavalcavia di Catene. Così per arrivare a piazzale Roma a Venezia ci impieghiamo un’ora esatta, contro i trenta minuti, massimo trentacinque, di viaggio soliti. Così tutti arriviamoal lavoro in ritardo e io devo saltare la pausa pranzo per terminare il lavoro».

«A questo punto mi chiedo a che ora si debba partire da casa per arrivare puntuali in ufficio - dice Laura -. Credo non sia colpa dell’Actv ma una soluzione a tutti questi disagi a catena deve essere trovata alla svelta».

(Alessandro Ragazzo)


18 ottobre 2007

assemblea costituente nazionale risultati delle primarie nel miranese


8 ottobre 2007

Ecco chi corre con Veltroni nel miranese

Ecco chi corre con Veltroni

 

MIRANO. Presentati i candidati del Partito democratico che correranno per la lista «A sinistra per Veltroni» il prossimo 14 ottobre nel collegio di Mirano. Ne fanno parte nomi noti della politica e della società civile locale, del mondo del lavoro e della sanità.  Per l’assemblea nazionale sono in lista Ivano Dell’Olivo, già primario di chirurgia a Mirano, Loredana Mainardi, Roberto Benfatto, Nedda Capitanio, presidente dell’Auser di Spinea, Emilio Di Marco, Marisa Nazzari, consigliera comunale di Pianiga e Mario Boato, consigliere comunale a Mirano. Per l’assemblea regionale corrono Marisa Lazzaro Camporeale, presidente del consiglio comunale di Mirano, Adriano Rustici, già segretario regionale veneto della Uil-Servizi pubblici, Marisa Nazzari, Maurizio Simionato, consigliere comunale a Mirano, Chiara Bernardi, Roberto D’Alterio, attivista della Lipu, Loredana Mainardi, Pietro Cazzin, dei comitati di quartiere di Fornase, Nedda Capitanio e Mario Boato.  «La nostra lista non fa capo ad alcun partito - spiega Ivano Dell’Olivo - è una lista libera, laica e attenta alle problematiche sociali. In particolare ci impegneremo alle tematiche locali della sanità, per migliori prestazioni dei nostri ospedali a livello qualitativo e della viabilità, con soluzioni da ricercare col consenso delle comunità, rendendo i centri abitati più vivibili». (f.d.g.) 


6 ottobre 2007

programma della lista a sinistra per Veltroni del Miranese

La lista “A sinistra per Veltroni è un SI’ per Walter Veltroni.

I componenti la lista , tutti residenti  nel territorio del Collegio di Mirano e, perciò, in grado  di ben rappresentarne le istanze, sono entrati in campo per convinzione, per passione e a servizio di una importante operazione politica che si sta attuando in Italia.

Se un partito è un elemento fondamentale nella vita  di un Paese, il Partito Democratico lo è in modo particolare perchè è un grande Partito riformista che si pone come obiettivo quello di saper interpretare la spinta italiana al cambiamento.

E Walter Veltroni è il candidato veramente in grado di esserne la guida per raggiungere tale obiettivo, attraverso un processo di condivisione e un’ampia partecipazione.

L’Italia, il Veneto, il nostro Territorio premono fortemente con una domanda di nuova politica che va aiutata ad esprimersi e ad ottenere risposte.

Un Partito Nuovo, che tra i suoi obiettivi ha anche quello di coltivare un legame stretto tra la politica e la società, deve misurarsi con i temi:

§  Del diritto al lavoro, dell’impresa, dello sviluppo, della fiscalità

§  Della tutela e delle responsabilità verso il territorio e l’ambiente

§  Della riduzione dei costi della politica e della burocrazia, che devono avvicinarsi alle necessità dei Cittadini e delle Imprese;

§  Riqualificazione dello stato sociale; di risposte vere alla domanda di salute e dei servizi di cura;

§  Della sicurezza, della tutela e della difesa dei cittadini

§  Dell’attenezione alla famiglia, alle donne, agli anziani, ai giovani ai bambini

§  Della difesa della laicità della laicità dello Stato in quanto valore capace di tutelare i Cittadini, senza discriminazione alcuna

§  Di una convivenza sociale fondata sul rispetto, su giusti diritti, e sulla pace, lontana dalle logiche di appartenenza legate ad interessi più o meno grandi

§  Della moralità nella politica

§  Della ricerca e della realizzazione di un futuro migliore, in cui ogni persona si senta coinvolta con le sue idee, la sua professionalità, i suoi sogni, i suoi desideri di benessere e di giustizia

Queste e tante altre sono le ragioni per esserci, andando a votare il 14 Ottobre per la Costituente verso il Partito Democratico  con la lista“A sinistra per Veltroni” nella scheda nazionale e regionale.



Candidati nazionale


Ivano dell'olivo
Loredana Mainardi
Roberto Benfatto
Nedda Capitanio
Emilio di Marco
Marisa Nazzari
Mario Boato

Candidati Regionale

Marisa Lazzaro camporale
Adriano Rustici
Marisa Nazzari
Maurizio Simionato
Chiara Bernardi
Roberto d'Alterio
Loredana Mainardi
Pietro Cazzin
Nedda Capitanio
Mario Boato


21 settembre 2007

Ecco la lista di «A sinistra con Veltroni» del miranese

 

 

 MIRANO. Sono stati resi noti i candidati del collegio 4 che il prossimo 14 ottobre saranno in lizza per la lista «A Sinistra con Veltroni» nelle primarie del Partito Democratico sia a livello nazionale che regionale. In questo collegio rientrano i comuni di Mirano, Martellago, Noale, Scorzè, Spinea, Salzano, Santa Maria di Sala e Pianiga. Nelle prossime settimane saranno presentate le modalità di voto ma con ogni probabilità i seggi dovrebbero essere allestiti nei municipi e nei centri civici di ogni singolo comune. Gli aventi diritto al voto, comunque, potranno essere i cittadini italiani e dell’Unione europea residenti in Italia o di altri paesi purché in possesso di permesso di soggiorno. Nel frattempo l’assemblea costituente nazionale avrà sette candidati assegnati in questo collegio. Questi i nomi. Capolista sarà Ivano Dell’Olivo, di professione chirurgo, mentre gli altri candidati saranno l’insegnate Loredana Mainardi, il consulente Telecom Roberto Benfatto, la presidente dell’Auser di Spinea Nedda Capitanio, l’operatore nella cooperazione internazionale Emilio Di Marco, il consigliere comunale di Pianiga Marisa Nazzari e il consulente Mario Boato. Per quanto riguarda la lista regionale saranno dieci i candidati. Come capolista è stata scelta Marisa Lazzaro Camporeale, attuale presidente del consiglio comunale di Mirano, oltre al pensionato Enel Adriano Rustici, Marisa Nazzari, l’operatore dell’Asl 13 Maurizio Simionato, la studentessa Chiara Bernardi, il pensionato Telecom Roberto D’Alterio, Loredana Mainardi, Pietro Cazzin del comitato civico Fornase, Neda Capitanio e Mario Boato. (a.rag.)


31 agosto 2007

decalogo dei democratici, laici e socialisti del veneto

D E C A L O G O DEI DEMOCRATICI LAICI SOCIALISTI VENETI PER L’ELEZIONE DELLA ASSEMBLEA COSTITUENTE REGIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO DEL 14 OTTOBRE 2007. PREMESSA Molti sostengono che, anche nei settori più dinamici della società veneta, domina la paura di perdere il benessere conseguito. Altri ritengono, invece, che sotto la pelle della società veneta , preme una nuova domanda politica che va aiutata ad esprimersi. Il Partito Democratico, senza sottovalutare quanto c’è di vero nella prima tesi, non ha altra strada che scommettere decisamente sulla possibilità che sia la seconda a prevalere. Il Partito Democratico non può, quindi, affidarsi alle scorciatoie di alleanze politiche di “nuovo conio”, né investire sul “nordismo” di stampo leghista. Tanto più che l’elettorato, tra “ l’originale” e “l’imitazione”, sceglie sempre l’originale. Il Veneto ha bisogno di un riformismo radicale capace di addomesticare il turbo-capitalismo finanziarizzato e globalizzato per affermare il primato della persona umana in una comunità familiare e sociale integrata e coesa e per garantire la sostenibilità ambientale dello sviluppo. La religione del lavoro e dell’impresa che permea di sé la società veneta è la risorsa più importante cui un riformismo rigoroso e conseguente può attingere. Il Partito Democratico deve considerare il Veneto, il Nord Est, l’intero Nord, non un problema,ma un’area-opportunità, che anticipa questioni che vanno risolte in tutto il paese, nell’ottica della integrazione dell’ Italia nell’Unione Europea e della sua presenza attiva nella nuova divisione internazionale del lavoro. Da ciò deriva la grande responsabilità nazionale dei dirigenti veneti del Partito Democratico e la conseguente necessità che il Partito Democratico del Veneto sia in grado di proporre soluzioni di avanguardia valide non solo per la regione ma per l’intero paese. Il Partito Democratico che si è dimostrato credibile e affidabile forza di governo per i grandi decisori internazionali ( dal WTO alla U.E., dal FMI alla BCE), deve dimostrare di essere credibile e affidabile forza di governo per i lavoratori dipendenti del settore privato, per i liberi professionisti e per “i capitalisti personali” ovvero per i lavoratori autonomi e per i piccoli imprenditori che costituiscono il nerbo della società veneta.

1) IL LAVORO Lavoratori polivalenti di mercato e imprenditoria sociale di massa costituiscono ormai i protagonisti indiscussi del sistema produttivo veneto. Operai e lavoratori polivalenti e polifunzionali di mercato ad altissima mobilità e flessibilità che condividono con i loro datori di lavoro il rischio di impresa e considerano questa condivisione un valore chiedono nuove forme politiche e sindacali di rappresentanza e di tutela. L’imprenditoria sociale di massa che in moltissimi casi “si è fatta da sola” passando dal lavoro dipendente ,al lavoro autonomo e, da questo, alla dimensione imprenditoriale chiede un assetto istituzionale e un sistema politico stabili e in grado di fornire in tempi reali un quadro verificabile di progetti e di realizzazioni. La parte più qualificata e dinamica di questi lavoratori e di questi imprenditori ha saputo ricollocarsi nella nuova dimensione economica determinata dall’entrata in vigore dell’Euro e dalla crescente globalizzazione dei mercati. Sono loro ad aver permesso all’Italia di agganciare, seppure in modo ancora parziale, la ripresa della crescita economica che è in atto in Europa. Il Partito Democratico nasce per mettere fine alla condizione di pressoché totale isolamento in cui i lavoratori e gli imprenditori esposti alla competizione economica globalizzata si sono finora trovati ad operare; nasce per fare in modo che il peso e il rischio della globalizzazione economica non ricadano esclusivamente sulle spalle di pochi e per fare in modo che tutti i lavoratori e tutte le imprese siano poste nella condizione di competere positivamente nel mercato globale; nasce per elevare i livelli di attività maschile e femminile del nostro paese ai migliori standard dell’Unione Europea. Si tratta di favorire lo sviluppo delle imprese pubbliche e private attraverso la creazione di un ambiente in cui il merito, la capacità, l’assunzione trasparente delle responsabilità e dei rischi siano riconosciuti e premiati. Si tratta di riconoscere che ogni intervento in materia di lavoro deve fondarsi sul presupposto che il lavoro è inseparabile dalla personalità, dall’identità, dalla posizione sociale, dalle relazioni familiari e comunitarie, dal diritto alla sicurezza fisica ed economica di ciascuna lavoratrice e di ciascun lavoratore.

2) LO SVILUPPO (dalla QUANTITA’alla QUALITA’) La ripresa dell’economia va trasformata in un nuovo ciclo di sviluppo passando dalla crescita estensiva dei decenni trascorsi alla crescita intensiva e sostenibile. Tutti gli strumenti legislativi amministrativi e di governo ad ogni livello e tutte le risorse disponibili vanno finalizzate ad un aumento continuo della produttività dei fattori. Aumentare la produttività per ora lavorata e per metro quadrato di territorio utilizzato costituisce la nuova sfida per competere nella economia globale. Ciò implica interventi contestuali all’utilizzo delle tecnologie più appropriate, per il contenimento e la riduzione dei rifiuti; per il risparmio energetico; per ingegnerizzare i trasporti e per il corretto uso del suolo.

3) LA SICUREZZA Superare la contrapposizione artificiosa e sterile tra sicurezza delle persone e accoglienza degli immigrati è una operazione culturale, ideale e politica che va condotta garantendo la legalità in ogni momento della giornata e in ogni punto del territorio. Ciò richiede l’azione coordinata e coerente delle forze dell’ordine, della magistratura, e delle istituzioni centrali e locali di governo. In particolare si impone un’opera di razionalizzazione che utilizzi al meglio la specializzazione funzionale dei sei corpi di polizia di cui il paese dispone e che aumenti l’efficienza e l’efficacia degli addetti all’ordine a alla sicurezza pubblica in servizio che, in rapporto agli abitanti sono i più numerosi in Europa.

 4) IL FEDERALISMO FISCALE Il federalismo è responsabilità e capacità di autogoverno. Il federalismo fiscale è tutto questo più solidarietà nazionale. La possibilità di concordare con il Parlamento “forme e condizioni particolari di autonomia”; la possibilità di attivare, all’interno della regione, tra le regioni, tra la regione e lo stato, tra istituzioni e cittadini singoli o associati forme di sussidiarietà verticale e orizzontale già da anni previste dalla Costituzione fornisce gli strumenti per uscire dalla propaganda e dalla agitazione strumentale e per fare del nuovo Statuto del Veneto il “vestito” istituzionale idoneo a sostenere la società regionale nelle sfide del nuovo secolo. La lotta alla evasione fiscale positivamente avviata in questa legislatura va proseguita per poter ridurre le aliquote alle imprese e alle famiglie, rafforzando i vantaggi fiscali a favore della ricerca e della innovazione produttiva.

5) RIGENERARE IL TERRITORIO Gli ecosistemi naturali e paranaturali con il loro patrimonio di biodiversità, il territorio agricolo con le produzioni alimentari di eccellenza, la bellezza e l’armonia dei paesaggi veneti, il patrimonio storico artistico e monumentale accumulato sul territorio vanno strenuamente tutelati e valorizzati. Occorre passare dalla dispersione edilizia e dalla indiscriminata saturazione/congestione del territorio e dei centri abitati alla qualificazione urbana. Va attivata una azione organica per rigenerare il territorio veneto destrutturato dalla crescita estensiva attraverso il risparmio del suolo non edificato, il riuso delle costruzioni esistenti, l’eliminazione delle brutture e dei sovradimensionamenti, utilizzando, a questo scopo, le risorse e le pressioni competitive che provengono dall’economia globale.

6) RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA Il Veneto, quanto a costi della politica, non è la peggior regione d’Italia, anzi! Ma è certo che il margine di miglioramento è ancora molto ampio e riguarda l’insieme delle istituzioni, sia singolarmente considerate, sia con riferimento al quadro complessivo. Se la riforma federalista dello Stato e il federalismo fiscale non devono aumentare la spesa pubblica e devono produrre rilevanti fenomeni di semplificazione amministrativa e burocratica, è evidente che va riconsiderata la vitalità e l’utilità dei micro comuni e delle circoscrizioni, l’utilità delle comunità montane e delle province, la validità e la congruità della regione apparato utilizzando subito gli strumenti gia disponibili: dalle unioni di comuni, a forme di effettivo decentramento.l

7)SEMPLIFICARE GLI STRUMENTI DI GOVERNO Sei società per gestire 600 kilometri di autostrada; uno o addirittura più di un ente fiera per provincia; molte deboli società multiutility disseminate o per meglio dire disperse qua e là nel territorio della regione; undici società di trasporto pubblico locale, di cui dieci messe insieme fatturano poco di più dell’undicesima, ma nessuna a dimensione europea; tre società aeroportuali e mezzo per gestire quattro piste di volo………. L’elenco potrebbe continuare a lungo: dai venti consorzi di bonifica, alle oltre venti ULSS, dai molti Atenei, alla proliferazione delle sedi universitarie. Occorre evitare la fallimentare esperienza degli anni ottanta novanta quando, pur disponendo di due tra le migliori Casse di Risparmio del paese, il Veneto, per incapacità di superare i localismi, ha completamente perduto il controllo sulla gestione dei principali strumenti creditizi operanti nel suo territorio.

 8) RIDISEGNARE E RIQUALIFICARE LO STATO SOCIALE Una società caratterizzata dal lavoro autonomo e dal capitalismo personale ha bisogno assoluto di strumenti previdenziali, di servizi sociali e socio sanitari estesi, robusti ed efficienti. La rete veneta di questi servizi, concepita quando la famiglia costituiva un’ erogatrice netta di servizi e l’andamento demografico volgeva all’equilibrio, va completamente ripensata nella nuova situazione che vede la famiglia, non più erogatrice, ma consumatrice netta di servizi, mentre la popolazione torna ad aumentare con ritmi significativi dovuti alla crescente presenza di lavoratori e di imprenditori immigrati. Il miglioramento del tenore di vita che amplia la domanda di salute e di servizi di cura, l’invecchiamento della popolazione, la ripresa degli indici di natalità, l’accoglienza e l’integrazione sociale delle nuova famiglie che stabiliscono la loro residenza nella regione impongono la stesura di un vero e proprio Master Plan Sociale per le Venete e i Veneti del nuovo secolo. Questo Master Plan va dotato di risorse adeguate (certamente superiori a quelle oggi dedicate al comparto) e va gestito in modo trasparente efficiente ed efficace riducendo al minimo gli apparati burocratici e valorizzando al massimo l’autogoverno sociale , la sussidiarietà, la cooperazione tra gli operatori e gli utenti, il volontariato.

9)UNA NUOVA GENERAZIONE DI INFRASTRUTTURE Nel Veneto si stanno, solo ora, faticosamente realizzando le infrastrutture ferroviarie e autostradali concepite tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta. L’esperienza insegna che solo realizzando una intesa politica tra le forze più responsabili delle coalizioni di centro destra e di centro sinistra è possibile superare gli ostacoli e dare corso alla attuazione di grandi opere. Questa intesa politica viene prima e rende possibili le necessarie intese tra i diversi livelli istituzionali competenti. Ricercare e realizzare questo tipo di intesa è condizione per evitare la paralisi anche per il futuro. La Regione deve recuperare, anche e soprattutto in questo campo, il suo ruolo di legislazione, di programmazione e di alta amministrazione che è indispensabile per indicare quali infrastrutture tradizionali e quali infrastrutture innovative in campo informatico, telematico e digitale sono necessarie per garantire lo sviluppo produttivo e la qualità della vita nei prossimi quindici-venti anni.

10) PIU’ CULTURA, PIU’ INNOVAZIONE Dotare i giovani veneti delle stesse competenze scientifiche e logico-matematiche dei loro coetanei dei paesi più sviluppati o in più rapido sviluppo è la priorità assoluta del sistema formativo veneto. Ma ciò non basta. La rapidità e la pervasività dell’evoluzione tecnica e tecnologica richiedono un continuo aggiornamento degli studi sulle loro conseguenze nella vita delle persone e nella organizzazione sociale. Occorrono, in ogni caso, più alti livelli di civiltà che possono essere prodotti solo dall’elevamento culturale di ogni singolo cittadino e dell’insieme della società. A tale scopo, secondo la feconda intuizione di un grande veneto come Feliciano Benvenuti, si rende necessaria la fondazione di un Istituto Veneto di Alta Cultura che organizzi in questa direzione tutte le rilevanti energie intellettuali di cui la regione dispone.


27 agosto 2007

adesioni alla lista a sinistra per Veltroni

PD: LISTA "A SINISTRA PER VELTRONI" RENDE NOTE PRIME ADESIONI

 Roma, 24 ago – Gianni Borgna e Vincenzo Vita rendono note le prime adesioni raccolte nel mondo intellettuale, artistico e culturale alla lista “A Sinistra per Veltroni”, promossa insieme a Massimo Brutti, Massimo Fiorio, Marida Bolognesi, Marco Pacciotti, Carlo Ghezzi e tanti altri, che vuole mettere al centro – oltre ai capitoli della pace, della libertà, del lavoro e del welfare – il tema cruciale della politica culturale. “Ci battiamo perché finalmente cultura, arte e ricerca siano in testa alla gerarchia delle priorità del nostro programma” si legge in una nota. Tra i “firmatari” anche Fiorella Mannoia, Gigi Proietti, Ettore Scola e Dacia Maraini. Questo l’elenco diffuso da Borgna e Vita: Fulvio Abbate, Paolo Aleotti, Filippo Bettini, Antonio Calenda, Maddalena Crippa, Alessandro Dalai, Paolo De Nardis, Carmine Donzelli, Giancarlo Governi, Carlo Lizzani, Mimmo Locasciulli, Marco Lodoli, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Simona Marchini, Ferruccio Marotti, Predrag Matvejevic’, Renato Nicolini, Massimo Popolizio, Gigi Proietti, Carlo Quartucci, Michele Rak, Lidia Ravera, Jacqueline Risset, Franco Rositi, Ettore Scola, Paolo Serventi Longhi, Leoncarlo Settimelli, Carla Tatò.


27 agosto 2007

Addio Bruno

ADDIO BRUNO
è morto ieri a 81 anni il compagno Bruno Trentin
le compagne e i compagni dei "Democratici, Laici e Socialisti" si uniscono con affetto e profonda stima al dolore della famiglia e della CGIL

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